
Superficie: 1.285.220 Km²
Abitanti: 27.949.639
Densità: 22 ab/Km²
Forma di governo: Repubblica presidenziale
Capitale: Lima (7.112.744 ab.)
Altre città: Arequipa 762.000 ab., Trujillo 652.000 ab., Chiclayo 517.000 ab., Callao 438.000 ab.
Gruppi etnici: Amerindi 45%, Meticci 37%, Bianchi 15%, Neri, Asiatici ed altri 3%
Paesi confinanti: Ecuador e Colombia a NORD, Brasile e Bolivia ad EST, Cile a SUD
Clima: Equatoriale - temperato - arido
Lingua: Quechua, Spagnolo (ufficiali), Aymarį
Religione: Cattolica 89%, Protestante 6,5%, altro 4,5%.
Moneta: Nuovo Sol peruviano
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Minka e Ciap (Perù)
L’artigianato, in Perù, è un’attività praticata essenzialmente da quella fascia di popolazione con diretta ascendenza indigena, non integrata nei settori dell’economia formale e, quindi, fondamentalmente povera. La povertà di questi segmenti della popolazione è dovuta alla loro “lontananza” culturale e linguistica rispetto al modello dominante ed all’inaccessibilità delle risorse economiche, appannaggio di pochi ricchi.
CIAP
Se risaliamo agli albori degli anni ottanta e ci dirigiamo verso le alture di Huaral, possiamo incontrare una comunità chiusa sul versante occidentale della cordigliera delle Ande; questa comunità si chiama San Pedro de Pirca. Fra i suoi compaesani spicca la figura di un sacerdote, un sacerdote andino che ha abbandonato la sua terra natale e che vi ha fatto ritorno per lavorarvi come contadino e per aiutare la sua gente: padre Neptalí Liceta Ladera. Negli stessi anni, in altre regioni del Perú – spaziando dal lago Titicaca alle periferie degradate di Lima e fino alla ciudad blanca di Arequipa - altre persone, nel tentativo di sbarcare il lunario o per seguire la propria vocazione, si scontravano con l’iniquità delle strutture di produzione e commercializzazione che, di fatto, le ponevano alla mercé di intermediari senza scrupolo.
Un giorno queste persone e padre Neptalí si incontrarono e diedero vita ad AIP (Artesanía Intercomunal del Perú). Nel 1992 da una costola di AIP nasce la Central Interregional de Artesanos del Perù (CIAP). Il 12 ottobre 1992 fu la data prescelta per la fondazione della nuova organizzazione. La stessa notte venne catturato Abimael Guzmán, il leader di Sendero Luminoso: per il Perú ebbe inizio una nuova era.
CIAP è una consorzio di cooperative, sedici gruppi di artigiani andini di ascendenza inca (quechua) e aymará che si sono uniti per rispondere assieme a bisogni e problemi comuni. Gli artigiani soci iterano la propria cultura millenaria attraverso la produzione al telaio ed a mano di tessili in lana di alpaca (dai tappeti di San Pedro de Cajas a maglioni ed accessori), ceramica di Ayacucho, Cusco, Arequipa e Chulucanas, bigiotteria in pietre semi preziose, strumenti musicali andini, retablos e suppellettili in pietra di Huamanga (alabastro).
MINKA FAIR TRADE
Minka è termine quechua, la lingua parlata dalla maggior parte degli indigeni andini, che letteralmente significa “lavoro comune con scambio di beni”. Attraverso il termine MINKA viene dunque individuato l’insieme delle terre, appartenenti alla comunità, suddiviso fra le famiglie e lavorato collettivamente.
Il concetto che sta alla base della nascita di MINKA FAIR TRADE (Minka commercio equo e solidale) è quello di mutuoaiuto. Attraverso questo nome un gruppo di professionisti e tecnici, nel 1977 ha dato vita ad un’organizzazione di solidarietà con l’obiettivo di aiutare le donne indigene produttrici di abiti in alpaca - vittime delle violenza del regime, della povertà e della mancanza di educazione - ad organizzarsi per ottenere l’indipendenza economica attraverso il commercio equo.
MINKA favorisce e sostiene le organizzazioni artigianali che sorgono dal basso, svolgendo attività formative, fornendo consulenza, sviluppando analisi di mercato e curando la commercializzazione dei prodotti artigianali. Oggi giorno MINKA lavora con circa 2.000 artigiani, la maggioranza donne, ubicati sugli altopiani di Puno e Cusco, nonché nella zona di Piura e nei bassopiani tropicali di Tarapoto, dove viene coltivato il cotone organico con tinte naturali tipico del Perù di epoca precolombiana e preincaica, che lentamente sta sostituendo la coltivazione della foglia di nella Selva alta del Perù.
PERU' UN PO' DI STORIA
Si stima che il territorio peruviano venne popolato per la prima volta 8000 anni fà. Tuttavia, non si può parlare di una vera e propria unità culturale fino all’affermazione, nel 10° secolo a.C., della cultura di Chavin nel nord del Paese. Nel secolo IV a.C. si registra l’affermazione delle culture Chimú e Nasca, caratterizzate da un alto grado di sviluppo nei settori tessile, metallurgico e agricolo, grazie alla realizzazione di un importante sistema irriguo in zone prevalentemente deserte. Altri poli culturali si svilupparono nella foresta amazzonica – i mochica – e a Tiahuanaco, sull’altopiano andino non lontano dalle sponde del Lago Titicaca (attualmente in Bolivia).
Fra tutti, la civiltà Chimú (regno di Chimor) giunse ad intrattenere rapporti commerciali con le popolazioni dell’attuale Ecuador e degli altopiani finché, nel 1470, soccombette al nascente regno quechua ed entrò nell’orbita di quello che oggi è conosciuto come impero Inca.
Gli incas (ma il termine inca altro non è che un termine nobiliare di cui si fregiava l’imperatore della dinastia di lingua quechua) al massimo del loro apogeo si espansero lungo tutta la fascia occidentale del continente latinoamericano, dall’Ecuador all’attuale regione centrale del Cile.
La conquista spagnola è storia nota; mossi dalla presunzione di portare il vecchio mondo nel nuovo, gli spagnoli assimilarono la cultura indigena alla propria, in un processo di identificazione forzata e, per questo, assai labile. L’incontro/scontro delle due civiltà comportò cambiamenti traumatici nella civiltà aborigena. Le guerra e le malattie che gli spagnoli portarono nel nuovo mondo, falcidiarono anche le popolazioni autoctone del Perù. La popolazione, che durante l’apogeo dell’impero inca era stimata intorno ai 10 milioni di abitanti, si sarebbe ridotta in un paio di secoli a poco più di un milione.
Fino al XVII secolo il Virreinato del Perù (vice reame) comprese il territorio che si estendeva da Panama alla Terra del Fuoco. Il Perú fu dichiarato paese indipendente da Don José de San Martín nel 1821 e, nel 1824, Simón Bolívar mise fine alle guerre di indipendenza. Tuttavia, nonostante gli sforzi volti a organizzare la giovane repubblica peruviana, nel XIX secolo il paese dovette pagare il costo della lotta: crisi economica e dittatura militare compromisero le opportunità di buon governo.
PERU' OGGI
Ad aggravare la crisi economica in cui si trovava il paese concorse la guerra del Pacifico scoppiata nel 1879, in cui il Perú fu sconfitto dal Cile. Il governo di Lima dovette subire per dieci anni l’occupazione dei distretti di Tacna e di Arica e la questione dei confini – che ancora oggi giorno e fonte di attriti fra i rispettivi governi – venne risolta salomonicamente solo nel 1929 (Tacna restò al Perú ed Arica al Cile).
A quell'epoca, sotto l’influsso delle rivoluzioni russa e messicana si formò l’Alleanza Popolare Rivoluzonaria Americana (APRA), di tendenza marxista, fondata con un programma di nazionalizzazione delle risorse e di riforma agraria a favore degli indios. Dopo una serie di dittature militari la legalità fu ristabilita dal presidente Manuel Prado y Ugarteche (1939-1945).
Le riforme del governo Bustamante provocarono la reazione degli elementi più conservatori sfociata nel colpo di Stato del generale Odria (1948). Finalmente, nel giugno del 1969 la riforma agraria colpì il latifondo e le piantagioni delle compagnie americane avviando il processo di integrazione degli indigeni nella società civile ed economica del Paese. Tale politica incontrò la dura opposizione della destra e si concluse con l’ennesimo colpo di stato.
Nel corso del 1980 riprendeva la sua attività il movimento Sendero Luminoso, di orientamento maoista, già attivo negli anni settanta. Mentre il Perú perdeva credito anche presso il governo degli Stati Uniti, che sospesero il programma di aiuti, alle elezioni presidenziali del 1985 vinse il candidato dell’APRA Alán Garcia.
Nel 1990 venne eletto presidente della repubblica Alberto Fujimori che, sospeso il valore legale della costituzione costituì un governo d’emergenza e risaldò il suo potere con un referendum popolare. Eletto per un terzo mandato, Fujimori fu costretto a fuggire in Giappone in seguito alle accuse di corruzione. Nel 2001, il neo-presidente Alejandro Toledo ereditò un paese dilaniato dal terrore ed ingovernabile. |