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I Produttori> Progetti> Gandhi Rural Rehabilitation Centre

BandieraGandhi Rural Rehabilitation Centre

Alampoondi— India del Sud

Mappa geografica dell'India

Repubblica dell'India

Superficie: 3.287.590 km²
Abitanti: 1.045.845.226
Densita: 320 ab/Km²

Governo: Repubblica federale
Capitale: Delhi (10.203.700 abitanti, 17.037.900 abitanti nell'area metropolitana)
Città principali: Mumbai (Bombay), 18.066.000 ab., Kolkata (Calcutta), con 12.918.000ab., Delhi (11.695.000 ab.), Chennai (Madras) con 6.648.000 ab., Hyderabad (6.842.000 ab.), Bangalore (5.561.000 ab.)

Gruppi etnici: 72% indo-ariani, 25% dravidici, 3% mongoli, birmano-tibetani e khmer, afghani e baluci

Confina con: Pakistan ovest, a nord con Cina, Nepal e Bhutan, ad est con Myanmar e Bangladesh, mentre il resto è circondato dall’Oceano Indiano.

Clima: varia notevolmente e passa da temperature tropicali nelle zone meridionali, al freddo quasi polare nei territori settentrionali.

Lingua: Inglese, 30% hindi, più 14 lingue ufficiali (tra le quali bengali, telugu, marathi, tamil, urdu, punjabi, assamese, sindhi, sanscrito) e oltre 700 dialetti.
Religione: 81,3% induista, 12% musulmana, 2,3% cristiana, 1,9% sikh, 2,5% buddhista, jain, parsi.
Moneta: Rupia

 

Sulle orme di Gandhi … per il riscatto sociale

Un laboratorio tessile, un piccolo centro di riabilitazione per disabili, un piccolo centro diurno di cura per bambini con problemi mentali, una piccola farmacia delle erbe … qualcuno descrive questo centro come una “perla”.
E’ Alessandra L’Abate “un’amica italiana” di questo progetto che di mestiere fa la tessitrice, sembra una metafora ma è tutto vero, è una tessitrice vera che a volte lavora col cotone e a volte con la gente, annodando fili lontani tra il Sud dell’India e l’Italia.
Non è il tema della nostra storia, però ci piace citarlo per introdurlo.

Il villaggio di Alampoondi prende il suo nome Tamil dall’abbondanza degli alberi di baniano.

La forma del baniano incarna le nostre aspirazioni, crescita nella risposta ai bisogni della comunità e crescita che promuove entità multiple e autosufficienti … ( dal volantino di presentazione del centro)

Un po’ di storia...

Il Ghandi Rural nasce per offrire possibilità lavorative a persone portatrici di handicap che altrimenti non avrebbero nessun accesso al mercato del lavoro.

Nel 1983 parte un laboratorio tessile che si sviluppa rapidamente, poco dopo si decide di annettervi una sartoria per confezionare stoffe in corone tessute e ricamate a mano secondo l’antica tradizione di Madras.

L’unità produttiva diventa sorprendentemente autosufficiente in un breve periodo di tempo e inizia ben presto ad essere di supporto ad altri progetti sociali del GRRC.

Nel 1987 si dà avvio ad un centro di cura per la poliomelite che poi viene trasformato in un centro diurno per bambini con problemi mentali del villaggio e della campagna circostante. Vengono avviate anche terapie per bambini disabili, un piccolo laboratorio per le protesi e una farmacia delle erbe.

Un incontro

In agosto del 2003 alcune volontarie della Rondine assieme ad un gruppo di viaggio di turismo responsabile con l’Associazione Ram di Genova, hanno fatto visita a questo progetto e sono rimaste colpite soprattutto dalla semplicità e dai sorprendenti risultati che si possono ottenere con piccoli strumenti e grande saggezza.

Il "Ghandi Rural Rehabilitation Centre" si rivela veramente una “perla”, come definitoci da Alessandra.

Le stupende giornate con il saggio Kumar e la splendida moglie e le loro tre bimbe, i sorrisi delle donne, i giochi dei bambini, la luminosa campagna circostante, la serenità che si legge negli occhi delle persone e l’accoglienza che ci viene riservata ci immerge in un clima ancora più armonioso e finalmente a rilento, in netto contrasto con la frenesia delle nostre latitudini.

I risultati che possiamo vedere sono veramente straordinari e ci fanno capire quali quantità di energie sprechiamo nel nostro mondo e quanto questa gente sia capace con poco di raggiungere degli eccellenti risultati.

"...Rimango molto colpita dalla farmacia delle erbe di una semplicità assoluta, quaderni scritti a mano hanno raccolto cure e antidoti dei vecchi saggi dei villaggi vicini che il GRRC mette a disposizione di tutti, cartelle cliniche dimostrano i risultati ottenuti soprattutto per alcuni tipi di malattie.

Anche il laboratorio delle protesi lascia di stucco chi, da figlia dell’era tecnologica come me, aveva immaginato un asettico laboratorio con macchinari tecnologici e tecnici dai camici bianchi, e si è trovata di fronte ad un officina più simile ad una falegnameria, con banco da lavoro e sega a mano per modellare protesi ricavate da tubi di plastica.

Non da meno il lavoro con i bambini disabili svolto con l’ausilio del solo amore e di semplice tecniche di fisioterapia; il centro artigianale con tessuti dai colori vivaci eseguiti con telaio a mano e macchine da cucire a pedali da abilissimi sarti e tessitrici.” Elena

Ghandi Rural Rehabilitation Centre e' un mondo a se' stante dove tutto e' diverso da quello che conosciamo, una struttura che e' riuscita ad entrarmi nel cuore, mi sono sentita privilegiata per averne preso un seppur breve contatto. Ritornandoci con la memoria sono percorsa da un brivido di commozione rivedendo la dolcezza con cui i bambini venivano rieducati al movimento, senza strutture all'avanguardia ma con tanta dedizione e amore, ripensando alle erbe medicinali frutto di saggezza antica, ritrovando la figura di Kumar e al pensiero che con altre 100 persone come lui si potrebbe dare al mondo un'altra piega, rivedo le fotografie delle donne al telaio e rimango meravigliata dal mistero di tanti fili colorati che trovano la loro esaltazione in tele sgargianti.”

E' una struttura tanto ricca da essere traboccante di positiva energia e ci travolge tutti chiedendoci unicamente di rallentare il passo, di abbandonare le difese e di lasciarsi trascinare dalla naturalezza del camminare per immergersi nella natura... di tornare bambini a giocare un infinito girotondo, di ritrovare nella memoria strofe di canzoncine, di far parte della consegna delle protesi onore immeritato, di gustare te' e biscotti e chiacchierare, di tuffarci in una piscina improvvisata e di farsi trasportare da un carro con i buoi perché è il mezzo piu' comodo e viaggia alla velocità ottimale.

Un monito che mi porto da questo incontro è di portare un po' di quello stile nella nostra quotidianità perché è lo stile vincente."

Barbara




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