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Descrizione
del prodotto
Il riso di per sé è un vegetale da acquitrino,
ma può crescere anche in regioni secche. Per svilupparsi
bene necessita di un rifornimento idrico sufficiente. In
origine veniva coltivato soprattutto in paludi e nei delta
dei fiumi, ovvero dove si trovasse acqua stagnante o corrente.
A seconda della lavorazione, si parla di riso "paddy"
(con la pula), di risone (sbramato con il rivestimento glumeale)
oppure di riso bianco (senza rivestimento glumeale, reso
brillante, senza più alcun valore nutritivo).
Il riso baasmati altromercato è originario della
Dehra Dun Valley alle pendici dell'Himalaya, a circa 1.000
metri di altitudine nello stato dell'Uttar Pradesh (India
Settentrionale). Caratterizzato da un chicco sottile ed
allungato che in cottura raddoppia le dimensioni, è
particolarmente apprezzato anche per il profumo intessissimo.
Il riso basmati altromercato è solo parzialmente
brillato, in tal modo si garantisce una migliore conservazione
delle proprietà nutritive e delle note aromatiche.
prelibato se accompagnato a piatti speziati e saporiti di
verdure o carni, può essere consumato caldo o freddo.
Produttori
Navdanya - India
Il riso basmati altormercato è coltivato e raccolto
manualmente da gruppi di coltivatori che fanno capo a Navdanya,
realtà indiana autonoma che conta circa 30.000 soci
impegnati nell'affermazione di un'agricoltura sostenibile,
nella difesa dell'identità dei contadini e della
risorsa del riso come primaria fonte di sicurezza alimentare.
Navdanya (www.navdanya.org),
che significa nove semi, venne fondata dall'economista e
scienziata Vandana Shiva per aiutare i coltivatori a proteggere
la biodiversità che è alla base del sostegno
culturale e materiale delle persone. Nella cultura indiana,
infatti, Navdanya è un simbolo di diversità
ed indica un equilibrio ecologico diverso a tutti i livelli,
dall'ecologia della terra all'ecologia del nostro corpo.
nella fattipsecie questo movimento coinvolge differenti
realtà, attraverso la costituzione di banche delle
sementi cui i contadini accedono sia con il denaro sia conferendo
le proprie sementi, aiutando in tal modo la diffusione delle
colture tradizionali.
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