. ,
menù
commercio equo commercio equo
produttori produttori
importatori importatori
campagne campagne
botteghe del mondo botteghe del mondo
l'associazione l'associazione
l'associazione la cooperativa
pressroom pressroom
community
>> volontariato
>> servizio civile
>> newsletter
>> email
>> EquoSolidale il nostro giornalino
>> l'altraCucina
 
Prodotti>Editoria> Recensioni

Pietro Raitano e Cristiano Calvi
"ROSE E LAVORO: dal Kenya all'Italia l'incredibile viaggio dei fiori"
ed. Altreconomia 10 euro

La prefazione di Alex Zanotelli ci fa sapere che le rose vendute in Italia vengono dal Kenya dove le donne che le coltivano vivono in situazioni disumane. Comprare i fiori in un chiosco a Milano o a Verona non fa
differenza poichè non vi è tracciabilità della filiera e spesso la loro provenienza non ha niente a che fare con il nostro continente. Ma che tipo di mercato è quello dei fiori? Sembra assurdo: come può essere
conveniente importare un prodotto fresco da migliaia di chilometri di distanza, a bordo di camion frigoriferi, poi di aerei, poi ancora di camion frigoriferi? Come può essere economico, dopo tutti quei passaggi di mano, dai produttori alle aste, dalle aste ai grossisti, dai grossisti ai distributori e infine ai commercianti?
Tutto questo ha senso solo in un mercato globalizzato, dove le rose kenyote sono competitive solo perchè hanno minori costi ambientali e sociali. Significa che per i lavoratori ci sono minimi livelli salariali, nessuna tutela sindacale e rischi per la salute. Dal punto di vista ambientale ci sono tonnellate di CO2 disperse nell'ambiente, c'è anche un lago che si sta prosciugando perchè troppo sfruttato per l'irrigazione dei fiori. Proprio in Africa dove l'acqua è un bene raro e prezioso!
Negli ultimi 20 anni è esplosa la floricultura in Africa e in America Latina: quando i salari crescono, i grandi produttori semplicemente si spostano dove la manodopera è meno costosa, dove non c'è tutela ambientale oppure dove c'è una qualche convenienza fiscale.
E' un'economia di rapina: infatti di africano c'è solo la manodopera! I grandi produttori di fiori del lago Naivasha sono europei, perchè europeo è il controllo del mercato globale dei fiori, attraverso le aste olandesi, i grossisti e le società di marketing, che decidono il prezzo e guadagnano la parte più consistente della torta, mentre le donne che coltivano e raccolgono i fiori prendono meno di un terzo di centesimo di euro per ogni rosa.
C'è, però, chi non accetta più che le cose vadano così: ci sono produttori che aderiscono a un codice di condotta internazionale e consumatori che pretendono di sapere da dove arrivano i fiori. Sta già funzionando in Nord Europa dove ci sono aziende olandesi ed ecuadoregne unite da uno stesso
marchio di garanzia globale. In Italia purtroppo ancora non c'è.

Inizio
La bottega La storia Home page Rondine Dove siamo Ctm Altromercato