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Prodotti>Editoria> Recensioni

Francesco D’Adamo, “Storia di Iqbal” - Ed. Ex Libris

euro 9,40

L’intreccio si sviluppa a Lahore in Pakistan: è la storia vera di un ragazzo di 12 anni.
Venduto a un mercante di tappeti all’età di 4 anni dalla sua famiglia, ridotta in miseria, in cambio del prestito di 16 dollari, è costretto a tessere tappeti per 12 ore al giorno, incatenato al telaio, in condizioni disumane come milioni di altri bambini in Pakistan e nei paesi più poveri del mondo. Iqbql si ribella, e riesce a scappare insieme ad altri bambini della fabbrica. Denuncia il suo padrone e la “mafia dei tappeti”. Si unisce al Fronte per Liberazione dal Lavoro Minorile e contribuisce a far liberare centinaia di bambini. Diventa famoso in tutto il mondo come simbolo della lotta contro lo sfruttamento del lavoro minorile. Nel 1994 lo invitano a Stoccolma e negli stati Uniti a raccontare la sua vita, riceve il premio americano per “gioventù in azione” e una borsa di studio negli Stati Uniti; ma lui preferirà restare nel suo paese per aiutare gli altri bambini.
L’autore delinea con vivacità e commozione la personalità di questo ragazzino: il suo coraggio, la sua caparbietà nella ricerca della libertà, il suo ripetere “io non ho paura”, dando così coraggio anche agli altri bambini suoi compagni di sventura. Questo libro si legge tutto d’un fiato, ha un ritmo incalzante, è pieno di avvenimenti ed è adatto agli adolescenti.

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Aung San Suu Kyi, “Lettere dalla mia Birmania” - Ed. Sperling&Kupfer

euro 16,50

Questo libro ci fa conoscere più da vicino una delle grandi figure del nostro tempo: la leader della lotta non violenta contro la dittatura militare in Birmania. Aung San Suu Kyi è nata nel 1945 in Birmania ed è capo della Lega Nazionale per la Democrazia, che nelle elezioni politiche del 1990 aveva ottenuto l’80% dei seggi. Il potere militare, però, non ha mai riconosciuto questo risultato e ha tenuto agli arresti domiciliari Aung san Suu Kyi per 6 anni.
Ha ricevuto il premio Nobel per la pace nel 1991. Rilasciata nel 1996, si dedica a un’intensa vita politica, ma nei ritagli di tempo scrive questo libro, dove in ogni lettera, che si presenta come capitolo, tocca un tema diverso, affrontando così una grande varietà di argomenti, non solo politici..
Parla degli usi e costumi del suo paese, di se stessa e della sua spiritualità, di come ha affrontato la prigionia, della Birmania coi suoi scenari, le stagioni, i profumi, i sapori, le melodie; scrive della storia del paese, dall’indipendenza del 1948 in avanti. Tocca anche questioni sociali: l’educazione, la sanità, la mortalità infantile, i diritti umani, la mancanza di giustizia e di un vero e proprio sistema legale, affrontando questa grande quantità di temi con grande umanità e sensibilità.
Attraverso i vari argomenti emerge un ritratto di donna pieno di dignità, forza interiore straordinaria, tenacia e profonda spiritualità. Interessante quando racconta il ritmo che dava alle sue giornate durante la prigionia e che seguiva scrupolosamente per non lasciarsi andare: per esempio sveglia alle 4,30 del mattino, subito un’ora di meditazione buddista, alla sera spegneva la luce sempre alle 21; però il sabato e la domenica faceva qualcosa di diverso per riprodurre i “ritmi della vita di fuori” e sentire un po’ un senso di vacanza! La sua forza interiore si rivela anche nel fatto che non esprime mai astio per le avversità che ha patito, ma le considera come un’occasione per riflettere sulla società umana.
In sostanza nel libro c’è un appello per una politica più semplice, più incentrata sulle persone.
Buona lettura!
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