| John Carlin, “Ama il tuo nemico. Nelson Mandela e la partita di rugby che ha fatto nascere una nazione” - Sperling Kupfer
euro 18,50
Questo libro racconta della geniale intuizione di Nelson Mandela di riunificare il Sudafrica, dopo la fine dell'apartheid, anche attraverso il consolidamento di un sostegno condiviso da neri e bianchi alla nazionale di rugby in occasione della Coppa del Mondo del 1995.
Nelson Mandela fu incarcerato nel 1962 perchè presidente dell'ANC, movimento di liberazione dei neri del Sudafrica; uscì di prigione il 14 febbraio del 1990, all'età di 71 anni.
In Sudafrica, la violenza imperversava, il regime dell'apartheid era diventato insostenibile agli occhi del Mondo, il presidente Botham e poi De Klerk iniziarono trattative segrete con Mandela in carcere per trovare una soluzione politica al problema sudafricano. I capi dei servizi segreti pensavano che lui fosse l'uomo ideale per portare pace e stabilità nel Paese. Tutti quelli che lo incontrano negli ulti¬mi mesi di carcere restarono conquistati dalla sua capacità di capire l'altro, di esprimere rispetto e considerazione anche per il nemico.
La sua liberazione fu un trionfo. I primi tre anni,però, furono difficili per il Sudafrica, sempre sul¬l'orlo di una guerra civile: continue violenze nelle township dei neri da parte dell'estrema destra dei bianchi sempre più agguerrita, che consideravano De Klerk un traditore, perchè portava avanti trat¬tative con l'ANC. Nel 1993 fu assassinato Hani, dirigente dell'ANC; i neri, di cui i bianchi temevano la vendetta, erano inferociti, il Paese era sull'orlo della catastrofe. Mandela riuscì a calmare le folle e a scongiurare la guerra civile.
Il governo organizzò le prime elezioni multirazziali il 27 aprile 1994. Eletto Presidente, la strategia di Mandela fu quella della riconciliazione: garantì, con la Costituzione, che gli impiegati statali bianchi che non avrebbero perso il lavoro, ne' gli agricoltori la terra; non ci sa¬rebbe stato nessun processo stile Norimberga ed in questo modo furono placate le paure dei bianchi. La bandiera cambiò e divenne multicolore; l'inno nazionale, da allora, è composto da due motivi musicali: l'inno nazionale dei boeri,in lingua afrikans e l'inno di liberazione nero in lingua Khosa..
I problemi, comunque, erano molti per il nuovo Presidente , che doveva pensare alla 'ricostruzione nazionale in un Paese frammentato per storia ,cultura e razza. Ebbe un'intuizione: puntare ad una passione che accomunasse tutti, ovvero l'amore per il rugby , dato che, dopo pochi mesi, la nazionale sudafricana avrebbe dovuto disputare le partite della Coppa del Mondo. Per i neri, inizialmente, non fu facile: per loro gli Spingboks (nazionale sudafricana) erano simbolo di dolore e ingiustizia, un emblema dell'apartheid, ma Mandela li persuase di non essere miopi, spiegando che per costruire una nazione bisognava pagare un prezzo: i neri avrebbero dovuto sostenere la nazionale di rugby e i bianchi avrebbero dovuto coinvolgere nelle attività sportive nazionali i neri. Mandela incominciò a sostenere la squadra in tutti i modi, con visite sul campo e conquistando i giocatori; uno dei suoi motti era " Parlate ai loro cuori non alle loro menti". Grazie all'intuizione e al lavoro di Mandela, la finale di Coppa del Mondo del 1995 rimane una data storica per l'unificazione del Paese.
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