| Vandana Shiva, “India spezzata” - ed. Il Saggiatore 13 euro
L'autrice, laureata in fisica, è una delle scienziate ambientaliste più famose al mondo. In questo libro racconta delle divisioni che l'india ha subito: la prima, la cosiddetta PARTITION, che fece molto soffrire Gandhi, nel 1947 al momento dell'indipendenza dai colonizzatori, quando si divise l'India dal Pakistan, cioè l' Islam dall' Induismo; la seconda nel 2002 quando si verificarono forti violenze nel Gujarat a danno dei musulmani per opera degli 'Indutvà', segnando così un cambiamento nell'identità indiana.
Le ragioni di queste divisioni Vandana Shiva le cerca nel passato, soprattutto nel periodo della colonizzazione inglese, alla quale sono dedicati i primi capitoli, partendo dalla nascita nel 1600 a Londra della Compagnia delle Indie Orientali che commercializzava spezie, seta, gemme e indaco. L'autrice mette l'accento su un avvenimento che ha avuto conseguenze nel tempo e che è all'origine degli odi religiosi dei nostri giorni: gli inglesi stabilirono un sistema giuridico che semplificava artificialmente le identità culturali e le riduceva a due soltanto. L'India, invece, era portatrice di identità culturali e religiose molteplici, di pluralità di leggi; gli inglesi imposero a questo paese un'identità religiosa falsa.
Nei capitoli successivi l'autrice analizza le conseguenze della globalizzazione sull'econo¬mia indiana, fondamentalmente agricola e rurale, dove le regole e i trattati del WTO hanno trasformato le risorse della terra in proprietà privata. La libera¬lizzazione delle sementi imposta dalla Banca Mondiale ha consentito alle multinazionali Monsanto e Cargill di entrare nel mercato agricolo indiano, provocando un aumento del 100% delle sementi e dei prodotti chimici locali; inoltre l'importazione di prodotti sussidiati dal governo con prezzi artificialmente bassi ha provocato il crollo dei prezzi dei prodotti locali, situazione disastrosa che ha indotto molti contadini al suicidio.
Negli ultimi capitoli l'autrice si chiede qual è il tratto caratteristico dell' “indianità” oggi: la ri¬cerca di senso e di identità si sta spostando dalla terra al mercato, dalle storie plurali a una storia lineare; le differenze etniche e religiose vengono costrette nel 'nazionalismo ristretto', ma, dice Shiva, l'esclusione e il riduzionismo non sono 'categorie indiane', bensì eredità del colonialismo e costruzioni opportunistiche dell'imperialismo contemporaneo. La vera identità indiana, sostiene l'autrice citando il poeta Tagore, si basa sulla "cultura della foresta", cioè sulla varietà, l'armonia, l'autosufficienza e il pluralismo, sulla relazione tra la vita umana e la natura (la foresta). Gli indiani dicono: Sarve bhavan¬thu sulemah =" Felicità per tutti gli esseri", tutte le specie, non solo gli umani, cogliendo l'in¬terdipendenza e l'indivisibilità di tutto il creato.
|
| Hada Haddadi, "Il bosco delle meraviglie", ed. Terre di Mezzo - euro 7.5 (per bambini)
Un libro iraniano di immagini fotografiche, di collage di fiori, foglie e semi, con colori tenui e molto espressivi, accompagnate da poche parole poetiche e gentili.
Due bambine si trovano nel bosco e scoprono attraverso l'osservazione un mondo di vita e di profumi: il profumo della terra e della pioggia. Osservano gli insetti, gli alberi, le lucertole, gli uccelli; scoprono un fosso e i suoi pesci, guardano il sole al tramonto, infine escono dal bosco accompagnate dalle lucciole. Le due bambine dopo aver vissuto insieme queste esperienze con serenità ad allegria hanno scoperto l'amicizia, che le porta l’una nelle braccia dell'altra!
Libro delicato e poetico che è anche inno alla biodiversità in natura.
|