| "Mio figlio mi ha aggiunto su Facebook", Alessandro Schwed
Raccontato in prima persona da un padre, il passaggio dei figli dall'infanzia all'adolescenza è un trauma per i genitori, che vedono il loro bambino trasformarsi improvvisamente in una persona che non conoscono. L'autore descrive in modo umoristico e paradossale la tempesta adolescenziale, soffermandosi sui comportamenti e sul linguaggio del figlio e dei suoi amici, attentamente e affettuosamente osservati dal padre il sabato sera, quando i ragazzi vengono accolti in casa a frotte per evitare che si vadano ad ubriacare al bar! Il figlio viene chiamato silenziosamente il" lungo" o "l'ultracorpo" o" Xwthytht" perchè quello che fa, i suoi gusti e il suo linguaggio sono incomprensibili per gli attoniti genitori.
Il romanzo ruota intorno al concetto di adolescenza in questo periodo storico, in cui i ragazzi vivono un'esistenza parallela davanti a Internet e a Facebook, e disprezzano gli adulti perché rappresentano la realtà concreta, mentre loro inventano un altro mondo e un loro linguaggio.
Il libro è anche la storia di un padre amorevole, che mette al centro della sua esistenza il figlio: lo ascolta, cerca il dialogo, lo sostiene, spera nella confidenza, ma scopre che la confidenza non è scontata tra padri e figli perché la guerra dell'amore è continua.
Il tutto è raccontato con grande ironia; il libro è veramente godibile e strappa delle belle risate!
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