SMS DAL CONGO: Coltan, cassiterite, armi: i nostri interessi, i loro morti

L' articolo si riferisce all'incontro - inserito nella campagna dell'Onu Target 2015 - per la quale 189 Stati si sono impegnati a dimezzare la povertà nel mondo entro tale data - organizzato dalla Rondine in collaborazione con Nigrizia, l'associazione Lvia e il Centro San Pol. Moderatore il giornalista di Nigrizia, Raffaello Zordan.

"L'umanitario inteso come beneficenza non basta. Il silenzio non serve. E' la giustizia il punto, e fare in modo che il grido venga sentito". Suor Teresina Caffi, missionaria saveriana dall' 84 nella Repubblica Democratica del Congo, porta in Italia il grido del popolo congolese, dilaniato da guerre e conflitti etnici da quasi un decennio. "Chi alimenta i conflitti, chi arma i gruppi combattenti e li protegge? La radice è scoprire i giochi perché c'è qualcosa di iniquo a livello internazionale e all'origine dei conflitti sono evidenti anche interessi occidentali". La sua denuncia si unisce a quella di tanti altri, missionari e laici che dal '99 – quando per la prima volta i religiosi di Bukavu nel nord est del Paese diffusero un documento in cui venivano portate allo scoperto le connivenze occidentali -, trovarono il coraggio di squarciare il silenzio alimentato dal terrore delle rappresaglie. Il processo di pace in Congo è stato firmato nel '99 ma i combattimenti non sono mai cessati. Anzi ne sono nati di nuovi, con continui cambi di alleanze tra sigle e gruppi combattenti. Sul martoriato territorio congolese è in atto quella che è stata definita la "guerra mondiale africana" con gli eserciti regolari di ben sei Paesi. "La ragione è molto semplice: il controllo dei giacimenti del Congo orientale", spiega suor Caffi. Diamanti, oro, cassiterite e coltan i preziosi minerali. Il coltan in particolare è ricercatissimo dai produttori di telefonia cellulare e dall'industria aerospaziale, ma anche dai costruttori di computer e di materiali ad uso chirurgico.

Lo sforzo "è quello di riuscire a capire e parlare. Tutti devono sapere. Con il comune di Parma chiederemo al governo di verificare dove finiscono gli aiuti internazionali - prosegue suor Caffi -, perché la popolazione del Congo vuole che gli interventi siano condizionati". Sotto accusa in particolare, i finanziamenti al vicino Ruanda, "dopo il genocidio piovono finanziamenti europei - spiega la missionaria -; purtroppo sappiamo per certo che parte di questo denaro finisce nelle tasche dei guerriglieri ruandesi che saccheggiano il Congo e compiono ogni sorta di violenze sulla popolazione. Un nuovo colonialismo fatto da africani su altri africani". A combattersi ora sono infatti, da una parte i gruppi ribelli tutsi (appoggiati dagli eserciti di Ruanda e Uganda), dall'altra le milizie tribali congolesi e i miliziani hutu Interahamwe ruandesi (rifugiati nelle foreste del Congo orientale nel '94 dopo aver compiuto il tristemente conosciuto genocidio di tutsi ruandesi). Un conflitto etnico - quello tra gli Hema e i Lendu -, insanguina il Paese dalla caduta dell'ex dittatore Mobutu (avvenuta nel '97). A parlarne è una giovane rifugiata politica, Claudine Mutesi, originaria del nord est del Congo, salvata dai Medici senza frontiere e affidata alla Caritas italiana. "Per sei mesi avevo perso le tracce della mia famiglia - spiega -, poi l'hanno trovata in Uganda. Il mio Paese ora è tutto bruciato, non ci sono strade, tante università sono chiuse, continui i saccheggi e le violenze. I nostri militari non vogliono più lavorare perché guadagnano poco. Soprattutto, non si sa chi governa il Paese...".

Daniela Zambonini

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