Una tavola rotonda e una cena solidale per mettere in rete gli aiuti alle vecchie e nuove povertà
Nel nostro territorio e nel Terzo Mondo
Quello delle nuove povertà è un tema che sta acquisendo sempre più importanza con il passare degli anni perché risulta strettamente legato all'andamento della crisi economica.
In evidenza sono le situazioni di disagio sociale familiare di vario genere che spesso esplodono, rendendo necessario il supporto esterno.
Uno degli organismi in grado di portare sollievo quando la gravità dei fatti colpisce i minori, è Casa Don Calabria Galbusera a Buttapietra, attiva dai primi anni Novanta.
Qui arrivano bambine e ragazze minori su decreto del Tribunale, quindi vittime di abusi di vario genere subiti in famiglia, altrove o dovuti a incapacità di prendersi cura.
Un'altra realtà di accoglienza ventennale - questa volta al sud, in Sicilia -, segno di educazione e lavoro dignitoso, è Casa Don Puglisi a Modica.
La Casa, intitolata al prete palermitano ucciso dalla mafia nel '93, accoglie ventidue persone tra madri in difficoltà e i loro figli e grazie al suo laboratorio dolciario artigianale, aiuta il reinserimento sociale e l'autonomia delle persone ospitate.
Non solo vitto e alloggio, ma cammini di dignità e relazioni solidali.
Questo anche grazie alla scelta di utilizzare materie prime del commercio equo e solidale che ha fatto della cooperativa Don Puglisi il produttore del cioccolato di Modica del circuito del commercio equo.
Le esperienze di entrambe le strutture di accoglienza e promozione di dignità umana vengono raccontate a "Costruttori di speranze", la tavola rotonda organizzata dalla cooperativa La Rondine in collaborazione con la cooperativa Don Puglisi e Casa Galbusera, sabato 9 aprile al teatro parrocchiale di Negrar.
Parleranno i loro protagonisti, suor Luigia Campi, responsabile della Casa Don Calabria Galbusera di Buttapietra; Irene Pluchino e Rosa Pulino per Casa Don Puglisi.
Casa Galbusera al momento ospita dodici ragazze minorenni e otto che, pur avendo raggiunto la maggiore età, hanno deciso di continuare ad avvalersi dell'aiuto dell'istituto.
"La difficoltà è soprattutto quella di trovare inserimento nel mondo del lavoro"- spiega suor Luigia -, mentre il problema con i minorenni è la non-evidenza: spariscono dalla vista, diventano invisibili perché la nostra società preferisce cancellare i problemi invece di farsene carico con la prevenzione e il sostegno".
Casa Don Calabria Galbusera nasce nel '93 inizialmente in centro città, per poi trasferirsi a Buttapietra dove erano più richiesti i servizi di accoglienza affinché le ragazze inserite potessero rimanere nel loro territorio.
Oggi, se la richiesta di servizi non accenna a diminuire, anzi è in aumento, "la prevenzione scarseggia", denuncia la suora; negli ultimi sei-sette anni gli enti locali hanno tagliato considerevolmente il sostegno economico destinato alle situazioni di disagio minorile e familiare "per mancanza ufficiale di fondi".
Questo significa che "le assistenti sociali sono costrette a pagarsi la benzina di tasca propria" e che, in generale, "senza il volontariato si farebbe ben poco".
Casa Galbusera ha rapporti di collaborazione e scambio con alcune cooperative di Buttapietra, realtà parrocchiali e tanti gruppi di volontariato, come il Cam (Centro di accoglienza minori), l'Istituto Don Calabria, l'associazione Papa Giovanni XXIII (che ospita minori disabili gravi in stato di adottabilità che nessuno richiede).
Daniela Zambonini, 5 aprile 2011.