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MANCAVA SOLO LA PAROLA!

16 NOVEMBRE 2009, ROMA: VERTICE FAO SULLA SICUREZZA ALIMENTARE

Il 16 novembre 2009 si era aperto a Roma presso la sede Fao il vertice mondiale sulla sicurezza alimentare. Sappiamo tutti come è finito, ma non è questo su cui mi volevo soffermare.
Nell’intervento di apertura affidato a Benedetto XVI sono stati affrontati a mio giudizio tutti i principali temi a noi cari e sono state sollevate le considerazioni che come volontari del Commercio Equo e Solidale portiamo avanti da sempre.
Mi permetto di riportare solo alcuni spunti rimandando chi è interessato alla lettura completa del documento (si veda Avvenire di martedì 17 novembre 2009 oppure si internet cercando con Google arrivate sul sito http://www.misna.org cercando tra le news).

“ I Paesi Poveri siano coinvolti nelle scelte per lo sviluppo. Il principio di cooperazione deve essere quindi coerente con quello di sussidiarietà: è in questo quadro che si colloca il diritto di ciascun paese a definire il proprio modello economico”

Rileggetela con attenzione. Qui troviamo vari concetti che stanno alla base del nostro impegno:
- Trade not Aid che il Commercio Equo persegue nello sviluppo dei progetti
- No alle ingerenze degli organi sovranazionali
- Rispetto del modello di vita, culturale e quindi anche economico dei singoli Paesi. Quante nazioni autosufficienti, con sistema sanitario e scolastico minimo, ma sufficiente sono state rovinate dalle politiche di “intervento strutturale” dei vari FMI e Banca Mondiale!

“Per vincere la fame bisogna anzitutto ridefinire i concetti e i principi sin qui applicati nelle relazioni internazionali. La cooperazione può dare risposte efficaci solo se ispirata al principio della comune appartenenza alla famiglia universale”

Ma non è quello che sosteniamo circa la parità nei rapporti personali ed economici tra Nord e Sud del Mondo che accompagnano gli accordi tra produttori del Commercio Equo e Centrali di Importazioni o Botteghe?

“Solidarietà e giustizia non possono mai essere disgiunte. Infatti non posso mai donare all’altro del mio senza avergli dato in primo luogo ciò che gli compete secondo giustizia”

Ritorniamo al Trade not Aid. Tanti di noi ricordano le prime esperienze di banchetti e le persone che lasciavano un’offerta ai volontari……..
Oggi grazie alla sensibilità e all’impegno di molti la confusione tra i due concetti avviene di meno però dobbiamo continuare a ricordare questa grande verità. Anche noi col nostro piccolo impegno stiamo re-distribuendo l’80% delle risorse ingiustamente accumulate dal 20% delle popolazione del mondo.

“Si deve favorire l’accesso al mercato dei prodotti provenienti dalle aree più povere. Perciò le regole del commercio internazionale vanno sottratte alla logica del profitto fin a sé stesso, orientandole all’autosufficienza dei paesi più bisognosi”

Ancora una volta sta parlando anche del Commercio Equo che si avvale di realtà no-profit, che si impegna per far accedere i produttori al mercato, che cerca di sensibilizzare circa i protezionismi del nord del mondo, che si oppone ai dazi applicati in forma esponenziale sui prodotti finiti per disincentivare la lavorazione delle materie prime direttamente sul luogo di produzione, che consente alla comunità di produttori di diventare autonomi anche nella vita sociale del villaggio (scuole, ospedali, ecc.)

Mi fermo qui ma potrei riempire altre pagine sul tema del rispetto ambientale, del diritto all’acqua, sulla capacità del pianeta di sfamare tutta la popolazione, ecc. (anche questi citati nell’intervento di Ratzinger).
Due considerazioni finali.
La prima: peccato che non sia stato citato nell’intervento il Commercio Equo e Solidale come esempio concreto di una buona pratica. Mancava solo la definizione perché tutto il resto del discorso era impregnato dei nostri principi fondamentali.
La seconda: un peccato ancora più grande che dei grandi statisti che rappresentano il G8 non ci fosse nessuno presente tranne …. il più piccolo (che però era lì anche come padrone di casa).

Alberto Bonomo


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